fbpx

La respirazione diaframmatica e le emozioni

diaframma ed emozioni

La respirazione diaframmatica e le emozioni

 

Il diaframma è un muscolo che svolge un ruolo fondamentale   nel sistema respiratorio di ogni individuo.

Con la sua forma a cupola appiattita e posizionato al centro del tronco, il diaframma separa la cavità toracica da quella addominale.

Durante la respirazione, questo muscolo si contrae si distende favorendo il riempimento e lo svuotamento dei polmoni.

I polmoni, a differenza di quanto molti credono, sono più passivi in quanto si riempiono e si svuotano dall’aria con un’ampiezza che dipende dal modo in cui il muscolo diaframmatico svolge la sua funzione.

Il ruolo delle emozioni rispetto al funzionamento di quest’ultimo riveste una grande importanza.

 

 

Che ruolo hanno le emozioni sul funzionamento del diaframma?

 

Tutto inizia quando siamo bambini.

I bambini sono esseri estremamente sensoriali. Non hanno ancora sviluppato il senso dell’io e percepiscono il mondo attraverso i sensi primari quali vista, udito, tatto, gusto, olfatto. Questi cinque sensi vengono interpretati dal sistema neuro-biologico ed espressi in emozioni, sia positive che negative.

Quando l’emozione è piacevole il sistema produce tutti gli ormoni corrispondenti al piacere e al benessere, come ad esempio la serotonina e l’ossitocina, ma quando l’emozione è percepita come negativa, o è tradotta dal sistema come potenzialmente pericolosa, il sistema attiva la produzione di ormoni come l’adrenalina e il cortisolo, innescando anche una serie di  meccanismi protettivi.

Come descritto sopra, nel bambino il pensiero razionale e il senso dell’io non sono ancora sviluppati e ciò che avverte il bambino è totalizzante.

Qualunque input esterno percepito come eccessivamente forte deve essere fermato, pena la sopravvivenza del soggetto (non riuscirebbe a reggerlo).

Il primo meccanismo di difesa ad essere attivato per non sentire l’eccesso emotivo è la riduzione della respirazione.

Se infatti, una respirazione ampia e piena connette e permette di sentire, una respirazione ridotta ha lo scopo di disconnettere il corpo dalle emozioni.

Quanto maggiori saranno le emozioni percepite come troppo intense e negative, tanto più saranno continuative nel tempo, tanto maggiore sarà la disconnessione che avviene.

Questo meccanismo che da un lato protegge il bambino dal “troppo intenso e troppo doloroso”, diviene nel tempo un sistema respiratorio che risulta insufficiente a prendere aria in abbondanza.

Si stima infatti attraverso numerosi studi scientifici che la maggior parte della popolazione usa meno del 30% della sua effettiva capacità polmonare, dovuta ad un irrigidimento del diaframma.

Il corpo dal suo canto, si svilupperà con delle tendenze posturali corrispondenti: petto gonfio quando si fatica a lasciar andare il respiro, petto scarico quando si prende dentro poca aria, schiena e spalle ricurve per chiudere il respiro ecc… e così in un circolo vizioso.

 

 

In quale modo questi processi possono essere riabilitati?

 

In oriente da migliaia di anni si insegna che il respiro è di fondamentale importanza.

Nella pratica dello Yoga gli esercizi di Pranayama rivestono un ruolo fondamentale, il significato del termine è infatti Prana-soffio e Yama-controllo o Ayama-liberazione.

Negli anni ’70 lo studioso americano Leonard Orr si accorse che, attraverso una pratica respiratoria che ricordava quelle sopra citate, era possibile favorire importanti sblocchi emotivi nelle persone e inoltre rivivere memorie anche uterine e perinatali. Inoltre, le persone a seguito delle liberazioni emozionali avevano accesso a intuizioni, si sentivano più radicate nel corpo e leggere, la mente era più quieta.

Da quest’ultime esperienze Orr decise di nominare il suo metodo Rebirthing-rinascita. Era come se in qualche modo queste sessioni di respiro portassero davvero nel tempo le persone a rinascere a se stesse in modo più armonioso e vitale.

Attraverso questi sbocchi emozionali anche il corpo traeva numerosi vantaggi: maggiore distensione muscolare (diaframma compreso), respiro più pieno, schiena più eretta.

Da allora sono trascorsi molti anni e questa pratica si è diffusa e continua a sostenere tantissime persone nei loro processi di trasformazione.

Risulta inoltre di grande utilità nella gestione delle situazioni potenzialmente stressanti della vita odierna e stimola un sano riposo notturno.