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Mindfulness & meditazione

“Nel momento in cui inizi a osservare la parte di te che pensa, si attiva un livello superiore di consapevolezza. Allora comprendi che esiste un vasto regno di intelligenza oltre il pensiero e che quest’ultimo ne è solo un aspetto minore. Comprendi anche che le cose che contano davvero (la bellezza, l’amore, la creatività, la gioia, la pace interiore) sorgono al di là della mente. E inizi a risvegliarti.” E. Tolle

Che cosa significa meditare?

Contrariamente a quanto molti pensano, meditare non significa praticare una tecnica, la meditazione di per sé non ha bisogno di alcun metodo poiché la meditazione è uno stato in cui si è perfettamente svegli, presenti: è essere qui e ora senza alcuno sforzo.

Ecco perché di per sé non ha bisogno di alcuna tecnica. A questo punto ti starai chiedendo, ma allora come mai si usano tecniche per meditare? 

Le tecniche hanno l’utilità di rimuovere gli ostacoli che fanno si che la meditazione possa accadere. La mente è piena di pensieri, le tecniche sono utili per tagliare le radici ai pensieri, all’essere radicati in un passato che non esiste più e in un futuro che ancora non c’è, servono a non restare identificati in esperienze, a staccarsi da sogni o obiettivi, da torti fatti o subiti, da rabbie e rivendicazioni, servono a tenerti nell’unico momento che davvero esiste: il momento presente. Allora, nel momento presente, la meditazione accade. 

Uno degli aspetti fondamentali della meditazione è l’osservazione. Si può affermare che l’osservazione è la chiave della meditazione. Osservare la propria mente, in silenzio e senza giudicare, permette di uscire rapidamente dalla mente. È Il giudizio con tutti i suoi commenti e le sue supposizioni a trattenere e sviluppare catene di pensieri sempre più complessi e articolati. Quando invece un pensiero viene semplicemente osservato per ciò che è – per l’appunto un pensiero – la mente pian piano si svuota poiché il pensiero non viene trattenuto, arriva e passa oltre.

Valeria Milan - Resilienza Creativa - Centro di mindfulness e meditazione a Vicenza

E quindi tutto questo a cosa serve?

 

Lo scopo della meditazione è conoscere Dio in noi. Yogananda a questo proposito scrive: “Con la pratica della meditazione scoprirete che avete un paradiso portatile nel vostro cuore.”P. Yogananda – Il maestro disse

Essendo lo scopo di questa pagina estremamente pratico, evito di proposito di filosofeggiare rispetto a temi e argomenti che Maestri spirituali trattano in testi dedicati a questi scopi. Pertanto,  se esiste una volontà di approfondimento, rimando alla lettura di alcuni dei libri che per me sono stati fondamentali come: “Il Potere di Adesso” di Echkart Tolle, “Oltre le frontiere della mente di Osho,Il maestro disse”  di Paramahansa Yogananda, “Eternità ora di Fracins Lucille e “La presenza consapevole di Rupert Spira. 

Ritornando su un aspetto più pragmatico si è osservato che, attuando tecniche di meditazione ci sono degli ” effetti collaterali” che tutti i praticanti sperimentano..

 Gli effetti più comuni sono:

  • senso di rilassamento generale
  • pensieri meno invasivi
  • miglioramento del ritmo sonno veglia
  • riequilibrio del sistema nervoso
  • muscolatura meno contratta, più distesa
  • aumento dell’intuizione
  • diminuzione dell’irritabilità
  • miglioramento della concentrazione
  • miglioramento delle capacità decisionali
  • Migliore gestione dei dolori cronici

Questi sono solo alcuni degli effetti che una pratica di meditazione può donare nel tempo ad un individuo. Perché li ho definiti “effetti collaterali” ? Perché è ciò che sono,  come ho scritto qualche riga più su, lo scopo della meditazione è farci conoscere Dio in noi, e in un certo senso – anche se non è del tutto corretto – possiamo dire che durante quel “tragitto” è possibile beneficiare di ciò che la pratica stessa porta con sé, indipendentemente dal nostro giungere o meno a incontrare il Dio in noi.

 

Che cosa puoi acquisire e sperimentare con la mia guida e con quali metodi?

 

Attraverso varie tecniche meditative, sia di tipo dinamico che statico potrai acquisire semplici pratiche da portare con te nella vita di tutti i giorni per aiutarti – tramite i famosi “effetti collaterali” – a gestire la tua quotidianità in modo diverso e portare sempre di più l’attenzione al tuo mondo interiore e contattare la tua essenza. 

La pratica che maggiormente uso è la Mindfulness, sorella occidentale della meditazione Vipassana, una serie di pratiche semplici, varie ed efficaci, molto utili per contribuire al benessere individuale e per fornire – attraverso una pratica costante – una certa centratura interiore e alcuni – o tutti – gli effetti che qualche riga più in alto ho descritto.

Fornisco inoltre  piccoli esercizi da praticare anche durante l’arco della giornata, sia per portare rilassamento in situazioni di emergenza, sia per favorire uno stato di presenza consapevole progressivo.

Gli incontri e percorsi  che propongo possono essere frequentati sia in gruppo che singolarmente – se richiesti anche in forma online –.

Durante l’anno nella mia sezione eventi del sito puoi trovare la programmazione.

Insegnante Certificata presso Mindfuness Educators A.T.P

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