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Un mondo che cambia

mondo che cambia

Stamattina mi sveglio con una riflessione partorita durante la notte e dopo aver osservato molto a lungo quanto sta succedendo, sia fuori che dentro di me.
Il mondo per come lo conoscevamo prima è morto.
Non sarà più possibile un ritorno alla “normalità” per come la consideravamo prima di questi accadimenti, tutti siamo cambiati, chi in meglio, e chi apparentemente, in peggio.
La vita ha molti modi per portare gli individui ad una sveglia, ogni giorno ci vengono offerte opportunità attraverso prove esistenziali.

Questa volta la prova ha una portata tale che non può essere ignorata.

Le bugie con le quali molti hanno scelto di nutrirsi sono ormai alla luce del sole, sono evidenti e palesi, ma esiste un meccanismo che se ci pensate andando a ritroso nella storia può essere intercettato e riconosciuto.
Quando Copernico e successivamente Galileo esposero le loro teorie riguardanti il sistema solare, vennero presi per pazzi, ci fù un totale rifiuto da parte del comitato scientifico imperante a quel tempo. Ci volle molto tempo, molte derisioni e persecuzioni affinché il nuovo modello di pensiero venisse accettato.

Per la mente comune il cambiamento di prospettiva è percepito come una minaccia, l’ego, fatto di credenze, ruoli, convinzioni, modelli di pensiero e di abitudini, resiste il più possibile al cambiamento e lo fa attraverso la derisione, la menzogna, la negazione e l’abuso del suo potere. Paradossalmente, come mi disse tempo fa un ricercatore di mia conoscenza: “il potere abusa del potere quando perde potere”.

È mia opinione che stiamo vivendo una delle più grandi opportunità che l’umanità ha da molti secoli, opportunità che perderemo, se e solo se, accetteremo di separarci uno dall’altro, di accettare il conflitto che ogni ego ha sull’altro: il bisogno di avere ragione.
Il potere sa fin troppo bene che dividendo e rendendo sole le persone ha più facilità di vittoria, ma non è lui a vincere, sono le persone che inconsapevolmente, accettando di cedere a queste tentazioni, consegnano la loro vita e la loro libertà.

Credo che questo sia un tempo prezioso, per poter invece riscoprire quel senso di unità che è la vera forza che quando percepita può smuovere intere montagne. Gandhi ha cambiato la storia del suo paese sedendosi nelle piazze e creando una forza di coesione pazzesca fra lui e le persone accanto a lui.

C’è bisogno di intensa osservazione delle proprie dinamiche di resistenza, delle paure che inevitabilmente emergono, c’è bisogno di canalizzare la rabbia, che è una potente forza direzionale quando è usata consapevolmente e non agita irrazionalmente.

 

Se siamo qui in questa epoca storica così impegnativa, ma anche tanto emozionante, sicuramente ognuno di noi ha modo di dare il suo prezioso contributo, ma questo è possibile solo da “svegli” e non da ostaggi delle risposte automatiche e delle paure.
Concludo questo breve articolo di riflessione con la citazione del grande filosofo Giordano Bruno, arso vivo per essere stato troppo in anticipo nei tempi:

 

“L’ignoranza è la madre dei sensi beati. Verrà un giorno che l’uomo si sveglierà dall’oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo… l’uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo.”